In aumento gli incidenti con ciclisti: le cause
Codice della strada

In aumento gli incidenti con ciclisti

20 Dic 2017
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Un’indagine di Facile.it prova a comprendere le cause dei sinistri in bicicletta

 

La bicicletta è il mezzo di trasporto più ecologico al mondo, fa bene alla salute perché permette di compiere attività fisica durante gli spostamenti di tutti i giorni e non grava sulle tasche dei viaggiatori perché non richiede investimenti in carburante o abbonamenti di sorta (a meno che non si faccia uso di un servizio di bike sharing). Ciò non toglie, però, che spostarsi in bicicletta possa essere pericoloso: lo dicono i dati relativi agli incidenti stradali che hanno coinvolto i ciclisti.

 

Gli incidenti in bicicletta – i dati

Gli incidenti che vedono protagoniste le biciclette sono purtroppo in crescita: le statistiche diffuse da Istat parlano addirittura di un ciclista deceduto ogni 32 ore in Italia, poco più di uno al giorno, con un allarmante +9,6% di incidenti mortali all’anno. Per indagare questo fenomeno e cercare di comprendere le cause all’origine dei sinistri che coinvolgono ciclisti, il portale Facile.it ha promosso lo scorso novembre un’indagine su un campione di circa mille ciclisti italiani maggiorenni. Va subito sottolineato, tuttavia, che alcune associazioni di categoria hanno denunciato la scarsa rappresentatività del campione e criticato la base scientifica dell’inchiesta. I risultati, tuttavia, sono interessanti.

Emerge soprattutto il mancato rispetto delle regole per i ciclisti previste dal Codice della strada. Al primo posto il mancato equipaggiamento del velocipede con fari e catarifrangenti, del quale si autoaccusa addirittura l’87% degli intervistati. Segue il mancato uso del casco in bicicletta, additabile al 71% del campione: inevitabile che una bicicletta senza luci e un ciclista senza casco aumentino esponenzialmente i rischi sia per quest’ultimo, sia per tutti gli altri soggetti che circolano sulle strade.

 

Comportamenti sbagliati e pericolosi in bicicletta

Le cause degli incidenti in bicicletta sono anche mancati accorgimenti che, seppur non prescritti dal Codice della strada, possono garantire maggiore sicurezza: per esempio, sette ciclisti su dieci non hanno uno specchietto retrovisore montato sul manubrio, come accade per i motociclisti. Ma anche comportamenti imprudenti di chi viaggia in bici possono causare sinistri e danni: 6 biciclette su 10 utilizzano il marciapiede come corsia di marcia, anche per l’assenza di corsie dedicate ai ciclisti, e il 53% degli intervistati non ha la buona abitudine di indossare il giubbotto catarifrangente mentre pedala.

Infine, le buone pratiche che dovrebbero essere dettate dal buon senso e che - sorprendentemente o meno - vengono ignorate: viaggiare in fila indiana quando ci si trova in un gruppo di biciclette, non trasportare sulla bici passeggeri (maggiorenni) in modo improprio, pedalare tenendo il cane al guinzaglio e farsi trainare con la bicicletta da un’automobile aggrappandosi alla portiera. Sembrano pazzie, ma sono reali cause di incidenti stradali.

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