Le auto private sono destinate a estinguersi?
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Le auto private sono destinate a estinguersi?

29 Nov 2017
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Uno studio americano profetizza l’avvento del car sharing

Le profezie, si sa, sono molto pericolose perché rischiano sempre di incappare nel cosiddetto effetto boomerang: la data di scadenza viene superata, la minaccia non si avvera e il Nostradamus di turno è costretto alla gogna mediatica, tanto più nella nostra epoca dominata dai social network. Quando però a esprimersi è non un tuttologo da tastiera ma un affermato accademico, forse è il caso di prestare attenzione all’oracolo.

 

Lo studio di Yergin sul mercato automobilistico globale

È il caso questo della previsione – usiamo questo termine, decisamente più corretto di “profezia” – lanciata da uno dei più stimati studiosi statunitensi in ambito accademico ed economico, autore già di numerose ricerche: Daniel Yergin. Quest’ultimo ha supervisionato uno studio effettuato da IHS Markit dal nome Reinventing the Wheel, che si è concentrato sul mondo automobilistico e ha provato a delineare le tendenze del mercato nel prossimo futuro.

La conclusione a cui sono giunti gli analisti è che le auto private sono destinate progressivamente a scomparire, a favore di quelle condivise. Il progetto di Yergin ha individuato quattro macro-aree del mondo, sulla base del numero di auto vendute in questi mercati: l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina e l’India. Se nel 2016 i veicoli venduti in queste quattro zone sono stati 67 milioni, la ricerca stima che nel giro di vent’anni o poco più, nel 2040, questo numero scenderà fino a 54 milioni. Il motivo? Non un impoverimento della popolazione, ma un radicale cambio di abitudini a livello globale nei trasporti: gli individui non rinunceranno a spostarsi in auto, ma rinunceranno a possederne una.

 

Il successo del car sharing a scapito dell’auto di proprietà

La previsione riguarda soprattutto le grandi metropoli: gli abitanti di queste realtà si orienteranno sempre più verso una forma di trasporto attraverso car sharing, affidandosi ai veicoli messi a disposizione dalle società di condivisione. Le quali, secondo lo studio, investiranno sempre più nell’acquisto di auto: Uber, car2go e simili toccheranno quota 10 milioni di esemplari in totale nel 2040 (ora siamo a 300.000). Come detto, in futuro le persone pur non possedendo un’auto di proprietà non rinunceranno a viaggiare, anzi: ci si muoverà ancora di più. Nel 2040 gli spostamenti nelle zone sotto esame raggiungeranno i 18 miliardi di chilometri percorsi e secondo le proiezioni sono destinati ad aumentare ulteriormente.

Questi dati, se si verificheranno, comporteranno delle conseguenze. Aumenterà il consumo di petrolio (115 miliardi di barili consumati nel 2040), anche perché più della metà delle auto sarà ancora con motore a diesel o benzina: il 62% per la precisione, un numero ancora alto ma decisamente in picchiata rispetto all’odierno 98%. Eppure basterà aspettare il 2031 per vedere le vendite di auto elettriche raggiungere il 50% del totale, un traguardo che sarebbe storico. Inoltre il car sharing di cui si auspica e prevede il successo potrà sfruttare appieno tecnologie sempre più evolute in materia di sistemi di guida autonoma e automatizzata. Chi vivrà, vedrà.

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